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martedì 6 gennaio 2009

La crudele guerra di Israele

Stupisce ed amareggia non poco constatare come il popolo d'Israele, che ha sofferto l'indicibile nel passato - basti pensare alla shoah - riesca a infliggere ai palestinesi tormenti simili a quelli subiti dagli ebrei durante il '900.
Le cronache di questi giorni parlano di famiglie distrutte, scuole rase al suolo, ospedali bombardati a Gaza dalle forze armate israeliane.
Per certo il gufo saggio non è antisemita ed anzi riconosce al popolo ebraico un apporto concreto alla civiltà occidentale, nè, in questo post, vuole discutere sul buon o cattivo diritto di Israele di reagire ai famosi lanci di missili Qassam.
Tuttavia l'estrema cruenza di Tsahal e lo scorrere abbondante di sangue innocente di questi giorni pongono interrogativi etici di non poco conto.
E' mai possibile che le vittime di sessant'anni fa si siano trasformati nei carnefici cruenti di oggi? E' mai possibile che la storia ed il dolore provato durante la shoah siano stati rimossi in maniera tanto vistosa dagli attuali governanti d'Istraele?
Se fosse credente il gufo saggio invocherebbe per loro l'aiuto divino affinchè si rendano conto di ciò che stanno facendo e rinsaviscano alla pietà umana che pare abbiano perso. Ma il gufo saggio è un miscredente, ed allora non gli resta che osservare con dolore l'abisso di efferatezza nel quale un popolo così colto e raffinato pare sia sprofondato.

3 commenti:

  1. Il mio terrore è che ora Hamas si trasformi in Al Qaeda.

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  2. mi sembra inevitabile...
    Da sangue viene sangue...

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  3. con un po' di ritardo...

    La cantante israelo-americana Achinoam Noa aveva scritto una lettera aperta «ai miei amici palestinesi», apparsa sulla stampa e sul sito Ynet-news. «Il fanatismo, qualunque sia la sua origine, ma soprattutto quello del movimento integralista palestinese Hamas al potere nella Striscia di Gaza, è in questo momento l'unico e vero nemico che israeliani e palestinesi hanno in comune».

    Dopo aver ricordato tutte le occasioni in cui, come donna e come artista, si era schierata in passato a favore della pace, Noa è tornata alla sera del 4 novembre 1995 quando, al termine di un comizio a Tel Aviv, un giovane estremista israeliano uccise a colpi di pistola l'allora premier laburista Yitzhak Rabin. «Da quel giorno fatale quando Rabin venne ucciso a pochi passi da me - scrive Noa - da quel terribile momento, ho dedicato la maggior parte della mia vita pubblica a cantare e parlare a favore della pace».

    Ieri (9 gennaio) il regista israelo-americano Udi Aloni ha scritto, sullo stesso giornale e sito, una risposta «personale» alla cantante di Shalom Shalom.

    «Scrivi 'so dove è il vostro cuore. Insieme al mio, coi bambini, con la musica, con la speranza'. Ma noi ci siamo presi la loro terra e li abbiamo imprigionati nella striscia di Gaza. Abbiamo riempito i loro cieli di bombardieri, che si muovono come angeli della morte distribuendo a caso il loro carico fatale.

    Di che speranze parli? Abbiamo distrutto ogni possibilità di moderazione e vita insieme nel momento in cui abbiamo fatto bottino della loro terra mentre sedevamo insieme al tavolo del negoziato. (...) Volevano la terra data a loro dagli organismi internazionali e noi abbiamo tirato diritto, siamo andati avanti perché Dio è dalla nostra parte. (...)

    Quando il mondo occidentale fallisce e la moderazione è vista come una debolezza, il fanatismo religioso dà un senso di forza, di potenza. (...) La gente normale, i laici a Gaza trovano difficile parlare contro Hamas quando il loro ghetto è bombardato tutto il giorno e tutta la notte.

    Probabilmente dirai che 'non li bombarderemmo se tenessero a freno i loro razzi' ma loro sparano perché stanno lottando per qualcosa di più del diritto di vivere nella prigione di Gaza. Loro stanno combattendo per il diritto di vivere come liberi cittadini in un paese indipendente, proprio come facciamo noi».

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